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Fashion Shooting – Ilaria Tranfici @SHARE Napoli

La settimana scorsa la fotografa di moda e fashion influencer Ilaria Tranfici ha scelto SHARE Napoli come set per il suo ultimo shooting.
Durante questa giornata trascorsa insieme abbiamo avuto modo di conoscerla meglio, parlare di moda, riciclo… e non solo.
Ecco cosa ci siamo detti.

Perché “Le Giunture del Cuore”?
Domanda che paradossalmente finora non mi è mai stata posta.
Attraverso questo nome mi piace pensare di rendere il concetto che tutto giri intorno a ciò che è in grado di suscitare una reazione. Si è sempre troppo presi dal correre dietro al tempo che fugge, che non ci si fossilizza sul fatto che abbiamo la possibilità non dico di fermarlo, ma quantomeno di rallentarlo, attraverso le emozioni. Le giunture del cuore inteso come attimo in cui quel brivido, dato dalla reazione che sto percependo, mi ferma e mi ricorda di quanto io sia in grado di sentirmi viva.

Qual è il tuo riferimento in campo artistico?
Potrei dirti, attenendomi all’arte in senso lato, che amo il periodo dell’impressionismo, per i colori che i maggior esponenti erano soliti utilizzare, ma non vedresti nulla del genere nei miei scatti. Come ancora potrei dirti che in campo fotografico traggo ispirazione dalla Maier o dalla Leibovitz, ma in campo artistico sono dell’avviso che rifarsi a qualcuno può essere limitante e una delle poche, se così le si può definire, regole che vi ritroviamo è quella di non risultare vincolante. Quindi ti dico non ho riferimenti in campo artistico, mi lascio guidare dall’emozione che ho bisogno di esprimere.

Cosa vuol dire per te “fare una foto”?
E’ il corrispettivo di un cantante quando è in grado di raggiungere l’acuto più alto o di un attore quando convince i suoi spettatori della veridicità del personaggio che interpreta. Io scatto, e nel momento in cui nasce la mia foto c’è qualcosa dentro di me che sboccia, che esplode e dà sfoggio di sé.

Nelle tue foto spiccano 2 elementi caratterizzanti: i toni che catturano da subito l’attenzione e la scelta di soggetti con forme e lineamenti particolari. Per te è più importante il tratto o il colore?
Il risultato è dato dal loro connubio, quindi sono portata a dirti che nessuna delle due cose ha più importanza dell’altra. Si equivalgono e convivono nell’espressione dell’opera stessa.

Qual è il tuo soggetto [fotografico] preferito?
L’animo umano e tutto ciò che passa attraverso i suoi occhi.

Qual è il tuo rapporto con la moda, il trend, l’abbigliamento in generale? Come ti piace vestirti?
Sono una persona piuttosto poliedrica. Seguo il mondo della moda, ma ciò non mi impedisce di comprare un capo in un negozio di abiti usati se ne sono attratta.

Ci si esprime anche attraverso ciò che si indossa ed io come un po’ tutti ritengo di essere il risultato di eventi passati (riconducibili ad un abito vintage) che si mescola in egual misura con il trend dell’ultimo periodo.

Consigliami 2 cose da avere assolutamente come parte del proprio guardaroba e 2 che invece proprio non indosseresti mai.
Sicuramente quello che io ho sempre chiamato capo motivante ossia quel determinato indumento di una taglia più piccola se hai deciso di perdere qualche chilo o di un colore particolare che ti piace, ma che di norma non indosseresti, che spicca prepotente tra tutti i capi. E poi il cosiddetto capo safe, quello che durante le giornate no in cui credi fermamente che nulla ti stia bene, ti permette di non impazzire e di uscire di casa quasi serenamente.
Non amo particolarmente le fantasie animalier, quindi sebbene io non voglia precludermi nulla, dubito che acquisterò mai una maglia zebrata o una borsetta pitonata. Come seconda cosa invece resto un po’ più sul generale e ti dico che credo che ognuno di noi in base alla propria fisionomia, possa o meno valorizzarsi. Ecco, non indosserei mai una cosa che non valorizzi il mio fisico.

Hai già fatto il cambio di stagione?
Assolutamente si. Mi sono anticipata, mossa dalla smania di aprire le porte all’autunno, la stagione che preferisco.

Come ti regoli in merito?
Forse è uno dei pochi casi in cui dimostro una certa metodologia, la quale mi permette addirittura di catalogare gli indumenti in base alla loro pesantezza. Va da sé che la cosa richieda diverse ore. È divertente più che altro ripescare dal dimenticatoio capi che non ricordavi di avere acquistato.

Che fine fanno le cose che decidi di “buttare”?
Non butto mai nulla, a meno che il capo non sia effettivamente consumato. Cedo a persone a me vicine o ad associazioni di beneficenza sempre bisognose sia in Italia che all’Estero.

Cosa ne pensi di SHARE?
Credo che Share sia l’esempio lampante che, in un periodo tutt’altro che facile e roseo, attraverso la determinazione, l’impegno e la voglia di fare, qualcosa di diverso, positivo e creativo si  possa ottenere. Attenendomi invece ad una considerazione più estetica, potrei dire che Share rappresenti una ventata di aria fresca tra una serie infinita di catene che propinano capi tutti uguali, privi di personalità.

Come lo hai conosciuto/scoperto?
Un po’ per caso o anche fortuna. Essendo il punto vendita a Napoli a pochi passi dalla mia università, un giorno notai per strada questo negozio ed incuriosita diedi uno sguardo. Lì scoccò la scintilla per poi chiedere successivamente di collaborare.

Conosci tutto quello che c’è prima del punto vendita?

So che SHARE nasce da una Cooperativa Sociale Ambiente Solidale nel 2006 e che si occupa della commercializzazione, previa trattamento in stoccaggio, dei capi usati raccolti mediante perlopiù campane stradali. Share agisce in prima linea per quanto riguarda tutto ciò che concerne il mondo del riciclo, impegnandosi addirittura nell’arredamento dei vari punti vendita avvalendosi di materiali già utilizzati, e nell’impiego di personale che normalmente sarebbe tagliato fuori dal mondo del mercato del lavoro.

A chi ti legge dai 3 consigli: uno di moda, uno di fotografia, uno di vita.
Sicuramente il primo consiglio che mi sento in dovere di dare è quello di sperimentare in campo artistico quanto personale. La prima prerogativa nell’arte, almeno secondo il mio modesto parere, è approcciarsi con una mentalità aperta. Solo attraverso una serie di tentativi distribuiti nel tempo, ci si può rendere conto di ciò che ci piace e di ciò che non ci piace.

Credo sia importante anche alimentare la creatività, quindi permettere alla mente, grazie allo sviluppo di idee e di progetti, di carburare di pari passo con la curiosità. Essere incuriositi non per forza dall’arte, ma anche semplicemente la volontà di apprendere cose nuove è essenziale.
Infine credo faccia la differenza mantenere sempre un atteggiamento propositivo e soprattutto una mente libera da freni. Quindi bisogna prestare attenzione a tutto ciò che ci consente di operare su un terreno fertile, così come non bisogna trascurare ciò che possa inficiare la buone riuscita di un progetto; specialmente in campo artistico, è bene partire sempre dal presupposto che non esistono vincoli se non quelli che noi stessi ci poniamo.

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